Come nasce un abito di alta moda

Relatore: Giuseppe Mezzacappa – stilista di alta moda
Stralci della relazione a cura di Anna M Goppion
La relazione di Giuseppe Mezzacappa è appassionata e appassionante e inizia con una citazione di Yves Saint Laurent:
“importante per un vestito è la donna che lo indossa”.
Questa convinzione emerge lungo tutto il suo racconto e lo caratterizza, mai si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un lavoro di routine bensì alla ricerca del capo perfetto per ogni donna.
La sua storia inizia nel 2011 in un paese del Molise di 500 abitanti, ma la sua ambizione è fortissima e stupisce la piccola comunità.
Sogna donne che catturino gli sguardi grazie agli abiti che indossano.
La prima sfilata è fatta di abiti interamente rivestiti di grano, che raccontano passione, lavoro, gioia, tradizione, riscrivendo la storia di un paese e di una cultura.

Nel 2014 si diploma all’Accademia Burgo, ma già a metà del percorso scolastico partecipa a concorso dove vince il primo premio presso l’ Accademia Curiel.

Raffaella Curiel diventa la sua prima maestra non solo nella tecnica, ma ancor di più nella formazione del carattere:
“Io posso insegnarti il lavoro ma non posso insegnarti il buon senso” sono parole che ancora riecheggiano nella sua mente. La capacità di lavorare, di accostare tessuti e stampe, curare i dettagli sono gli insegnamenti più preziosi.

A Roma la prima sfilata e poi l’incontro con Angela Formaggia e la sua storica sartoria, 30 anni di esperienza e un rapporto fatto di fiducia e generosa messa in comune di tecniche e tradizioni. Perché un abito di sartoria è sinonimo di eleganza, lusso, esclusività; dura nel tempo, non è caro bensì prezioso.
È fatto di tessuti rari, di accurata realizzazione, di corretto adattamento al corpo che lo indosserà.
Vediamo quindi come nasce un capo sartoriale.
La prima cosa da ricercare è la sintonia con la persona che abbiamo davanti, far emergere i suoi desideri, studiare il suo corpo ma ancora prima il suo essere.
Cosa vuole comunicare, a chi vuole rivolgersi, come farà suo un abito?
Si passa quindi alla conoscenza dei materiali: i tessuti fluidi e morbidi accompagnano le forme e non aggiungono volume; i tessuti rigidi definiscono la silhouette. Si tratta di una scelta fondamentale.
Giunti alla fase della realizzazione del modello nasce il bozzetto e a questo livello lo stilista fa emergere la sua creatività.

La realizzazione del capo viene fatta sul manichino: spillo dopo spillo nasce la sua creazione, per la gioia di chi lo indosserà.
Sfilano due modelle con sei abiti diversi. Tailleur che racconta maestria delle sarte, gioco di tessuti e geometrie che si intrecciano tra loro, pazienza e precisione ne sono gli ingredienti.
Il primo abito si compone di una giacca interamente in seta, abbinata a pantalone in shantung per rendere più vivo l’outfit.
Il secondo è un abito in velluto di seta interamente ricamato con cristalli per dare lucentezza e raffinatezza al capo. Ci sono volute 400 ore per cucire cristalli, pietre cristalli e micro paillettes.
Alcune immagini.....

Completamente dipinto a mano con disegni materici che definiscono il capo e che lo rendono unico e irripetibile il terzo abito presentato.

Sopra un abito ispirato a un dipinto realizzato in altri tempi, che racchiude la storia della sartoria italiana, in organza per dare volume al capo.
Ecco la storia di Giuseppe Mezzacappa e quella della sartoria Angela.
