Moda e fashion in un mondo che cambia

Relatore Giuseppe Santoni 
 
Stralci della relazione a cura di Tiziana Orsini
 
 
 
 
 
 
 
Giuseppe Santoni, Chairman e Presidente esecutivo, apre il suo intervento ricordando che quest’anno ricorre il 50° della fondazione dell’azienda: tutto nasce a Corridonia nel cuore delle Marche in un piccolo laboratorio dove i suoi genitori, ex operai, realizzano il sogno di una propria impresa.
L’ azienda Santoni è cresciuta negli anni grazie ad una filosofia di qualità, rispetto del territorio, dei valori e rispetto della famiglia; inizialmente ha esportato soprattutto nel mercato americano per poi espandersi in quello europeo e orientale.
Un’azienda dunque internazionale con una sede negli USA e uffici di rappresentanza in diversi paesi nella quale oggi sono impiegate 750 persone; tale sviluppo è dovuto al perseguimento e mantenimento dell’obiettivo di qualità ed eccellenza che ha consentito di portare avanti lo spirito dell’artigianalità con una visione internazionale.
Santoni infatti investe molto in ricerca e sviluppo: possiede 26 brevetti e ha reinventato il modo di fare le scarpe: le calzature sono costruite con il metodo goodyear completamente rivisitato in grado di creare una scarpa morbida e durevole che consente ad una scarpa classica di piegarsi come un mocassino.
 
 
Una scarpa che ha unito la cultura del fare dei maestri artigiani con l’innovazione tecnologica: ogni pezzo è realizzato a mano con meticolosa attenzione ai dettagli e materiali di prima qualità.
 
 
Facciamo collezioni artigianali ma intelligenti, continua il relatore,  come Easy, le scarpe in pelle più leggere al mondo, di soli 295 grammi.
Produrre circa 2mila paia di scarpe al giorno di altissima qualità richiede di strutturare e ottimizzare la cultura artigianale.
 
 
L’organizzazione utilizza il metodo della lean manufacturing inventato dalla Toyota e applicato nell’industria automobilistica: una filosofia gestionale che mira a creare il massimo valore per il cliente riducendo al minimo gli sprechi nel processo produttivo e stimolando in ciascun dipendente la cultura del miglioramento continuo.
In Santoni 8 anni fa è stata tolta la catena di montaggio tipica della lavorazione di questo settore: oggi si lavora ad isole con gruppi di lavoro di 10 fino ad un massimo di 14 persone.
Ogni isola ha un referente e partecipa ad una fase della lavorazione ed è collettivamente responsabile della qualità del proprio output che diventa input per l’isola successiva, in un’ottica fornitore-cliente, attraverso un accurato controllo di ogni fase in un contesto di premialità-penalità.
Dunque autonomia e responsabilità condivisa che riduce la non qualità ai minimi termini.
 
L’industria della moda, continua il relatore, ha una non qualità dal 2.5 al 3%, quella automobilistica dallo 0.15 allo 0.20%, laddove la Santoni si posiziona intorno allo 0.62 % (3 volte l’industria automobilistica ma 5 volte inferiori all’industria della moda!).
“Artigiani ingegnerizzati” che collaborano con “ingegneri umanistici” che uniscono le rispettive esperienze in un connubio di bellezza ed efficienza, talento e visione, cultura e sapere con l’innovazione e la tecnologia e molta attenzione alla sostenibilità (nello stabilimento 2/3 dell’energia è prodotta con pannelli solari).
 
 
Un oggetto di lusso è valido solo quanto la qualità dei suoi materiali.
Per ottenere i colori intensi che contraddistinguono Santoni, l’azienda predilige le migliori pelli bianche, ispezionate a mano, per individuare eventuali imperfezioni come graffi o pieghe.
 
 
La "velatura" in Santoni è una tecnica artigianale di colorazione a mano che consiste nel sovrapporre numerosi strati di tinta trasparente sulla pelle, da 4 a 15, per creare un effetto cromatico ricco e sfumato che dona unicità al prodotto: ogni calzatura presenta una sfumatura unica, come un'impronta digitale, a causa della lavorazione manuale.
Un processo lento che può richiedere anche diversi giorni: il vero lusso è la lentezza, la cura e il rispetto per il sapere antico del fare bene, sostiene Giuseppe Santoni, il cui motto è custodire la cultura del fare.
Il che significa anche investire nella formazione: Santoni ha una scuola interna da 25 anni.
 
 
Quattro anni fa ha fondato l ’Accademia dell’Eccellenza nella quale vengono formati i futuri dipendenti, formandoli con passione per trasformarli nei futuri Costruttori di Bellezza.
L’ Accademia dell’Eccellenza Santoni prevede lezioni teorico-pratiche sia in aula che nei laboratori artigianali.
I Maestri del Bello seguono il percorso dei giovani accompagnandoli in ogni fase, condividendo la loro esperienza e il loro sapere.
 
 
Le discipline dell’Accademia dell’Eccellenza comprendono:
  • Arte della Velatura
  • Arte dell’Impuntura
  • Arte della Costruzione e dell’Assemblaggio
  • Arte della Rifinitura e del Dettaglio
Si svolgono 4 o 5 sessioni annue ciascuna delle quali forma 18-20 persone che frequentano corsi di 6 settimane.
Nel 2025 si sono concluse 6 accademie e sono state inserite circa 70 nuove risorse.
Non è difficile comprendere come i dipendenti Santoni abbiano un grandissimo senso di appartenenza verso un’azienda che fa sentire le persone parte di un progetto sempre alla ricerca del meglio e del nuovo.
 
L’azienda sta affrontando a testa alta un mercato complesso anche per il settore calzaturiero.
Come ha spiegato l’imprenditore, la stima sull’anno in corso è di salire a 130 milioni di €.
Questo anche grazie all’espansione con gli Usa dove è stato da poco inaugurata la sua più grande boutique al mondo al 667 di Madison Avenue firmata dalla creatività dell’architetto e designer Patricia Urquiola, - come primo mercato -seguito dall’Europa.
Santoni un brand che ha saputo mantenere l’equilibrio perfetto tra fedeltà alle origini e tensione verso il nuovo e che ha trasformato l’artigianato in una forma d’arte.