Legalità e illegalità in momenti salienti della storia repubblicana

Relatore: Gen. Giorgio Cancellieri
 
 
La prima conviviale del nuovo anno si è aperta con una relazione del nostro socio Gen. Giorgio Cancellieri che con un excursus sul suo passato operativo ci ha condotto attraverso alcune fasi molto sofferte del nostro recente passato.
Legalità e illegalità sono due termini contrapposti: si dice che la legalità sia un attributo del potere, un potere che però rispetta il diritto e la legge, laddove l’illegalità rappresenta un arbitrio, un fatto, un avvenimento, un comportamento contrario alla legge e che quindi va perseguito.
 
Stralci della relazione a cura di Tiziana Orsini
 
In questa sintesi non si entra nel dettaglio dei vari episodi, purtroppo largamente e tristemente noti; piuttosto seguiremo l’esperienza del relatore nell’inquadrare alcuni fenomeni di illegalità che lo hanno visto coinvolto in tre categorie:
 
 
la prima le Brigate rosse - con le quali si trova a che fare, giovane ufficiale, prima a Torino 1973- 1980 e poi a Genova 1982-84;
un'organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra costituitasi nel 1970 per propagandare e sviluppare la lotta armata rivoluzionaria per il comunismo.
Di matrice marxista leninista è stato il più potente, il più numeroso e il più longevo gruppo terroristico di sinistra del secondo dopoguerra esistente in Europa occidentale.
 
 
la seconda - l’Anonima Sarda – negli anni 1987 – 89.
Contrariamente alle organizzazioni criminali italiane di stampo mafioso come Cosa nostra in Sicilia, la ‘ndrangheta in Calabria e la camorra in Campania, che sono caratterizzate da strutture gerarchiche e complesse, tramandano il proprio potere nel tempo e tra generazioni familiari, possiedono un rigido codice d'onore, impediscono di abbandonarle a chiunque vi abbia preso parte ed estendono la propria influenza alle istituzioni politiche, i gruppi responsabili di sequestri di persona in Sardegna sono stati associazioni a delinquere  estemporanee, estranee a qualsivoglia apparato istituzionale e non aventi rapporti con le mafie;
 
 
la terza - la Mafia - negli anni 1991-1994.
Nemmeno il tempo per il Generale di sbarcare in Sicilia e arriva la notizia dell’uccisione di Libero Grassi imprenditore siciliano del settore tessile, ucciso dalla mafia il 29 agosto del 1991, per aver rifiutato di pagare il pizzo e per aver denunciato i suoi estorsori. 
Negli anni a seguire di susseguono innumerevoli delitti e stragi fino alla cattura di Totò Riina: alla conferenza stampa che ne seguì partecipò anche lo stesso Generale Cancellieri.
 
Una relazione, quella del nostro relatore, che, attraverso gli episodi più salienti del suo percorso professionale e di vita ci ha riportato in un periodo storico, ancora molto presente nella nostra memoria, e ancora mai del tutto chiarito ed elaborato.